Cin cin! Kanpai! Santé! Proost!

In tutto il mondo le persone si augurano il meglio facendo tintinnare i bicchieri prima di fare un sorso dal loro bicchiere…

… ti sei mai chiesto da dove proviene questa tradizione?

L’abitudine di urtare i calici prima di iniziare a bere viene dall’antica Roma.

In questo periodo storico infatti, era molto probabile che qualche ospite “poco simpatico” volesse avvelenare qualcuno degli altri commensali. Gli avvelenamenti attraverso cibi e bevande erano più o meno all’ordine del giorno.

All’epoca, l’urto dei bicchieri non era delicato e gentile come oggi, ma fragoroso e deciso (non avevano calici di vetro, ovviamente) affinché le gocce dei calici potessero facilmente contaminarsi e mischiarsi. Questo indicava che nessuno dei commensali temeva di bere il vino presente nel bicchiere degli altri e quindi non vi era alcuna traccia di veleno.

Ma non è tutto: dall’antica Grecia, la formula “Alla salute!” veniva usata dal padrone di casa che per primo beveva di fronte ai suoi commensali per rassicurarli.

Fortunatamente oggi i brindisi sono fatti in occasioni più rilassate… quindi godeteveli tutti senza alcun timore!

Questi gesti non rispettano le severe indicazioni del galateo. Il brindisi bon ton prevede infatti un semplice “Auguri” o un “Evviva” e l’alzare il calice guardando negli occhi la persona/le persone con cui si brinda, senza il contatto tra i bicchieri.

Inoltre non sarebbe consentito stappare la bottiglia col botto; l’unica eccezione è allo scoccare della mezzanotte della notte di S.Silvestro.

A chi spetta l’onore-onere di stappare lo spumante?

Se si tratta di una festa privata, sempre al padrone di casa. Se gli invitati sono così numerosi da richiedere più bottiglie, le stappano – preferibilmente in contemporanea – gli uomini meno giovani. Non le donne (perché devono sempre essere servite dall’uomo e non versano mai da bere né a se stesse né agli altri), a meno che non ci sia una grande appassionata/esperta di vini.

È bene ricordare che quando si parla di regole ci si riferisce a situazioni un po’ formali o a luoghi pubblici: l’obiettivo è semplicemente quello di non disturbare gli altri.

È ovvio che nell’intimità familiare ognuno fa poi quel che vuole!

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